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Networking di base su Linux: i comandi essenziali per diagnosticare la rete

Networking di base su Linux:i comandi essenziali per diagnosticare la rete Home Quando si lavora con Linux, capire rapidamente lo stato della rete è una competenza fondamentale. Prima di pensare a configurazioni complesse o a problemi del router, conviene verificare interfacce, indirizzi IP, gateway e stato della connessione. Su distribuzioni come Debian e Ubuntu, gli strumenti della famiglia `ip` sono ormai il punto di partenza più affidabile perché mostrano informazioni aggiornate in modo chiaro e coerente. Primi controlli di rete Il primo controllo utile è quello delle interfacce di rete. Il comando `ip addr` mostra quali schede sono presenti, quali indirizzi IPv4 e IPv6 sono assegnati e se l’interfaccia è attiva. Se vuoi una vista ancora più sintetica puoi usare `ip a`, mentre `ip link` è utile per verificare se una scheda è in stato `UP` o `DOWN`. Per esempio: ip addrip link Se un’interfaccia non riceve un indirizzo oppure non compare proprio nell’elenco, il problema può trovarsi a livello hardware, driver oNetworkManager. In questi casi è utile affiancare `nmcli` per vedere lo stato delle connessioni gestite dal servizio di rete. Su molteinstallazioni desktop, `nmcli general status` e `nmcli device status` aiutano a capire se la macchina è connessa, disconnessa o in attesa diconfigurazione. nmcli general statusnmcli device status Approfondiamo il routing Il passo successivo è controllare il routing. Anche se la scheda è attiva, il traffico non uscirà correttamente senza un gateway valido ouna tabella di routing coerente. Il comando `ip route` mostra la rotta di default e le eventuali reti locali raggiungibili. Se non vedi unariga con `default via`, la macchina potrebbe non sapere dove inviare il traffico verso Internet. Un esempio di verifica è il seguente: ip route Quando la rete sembra attiva ma non riesci a navigare, il problema può essere legato al DNS. In molti casi la connettività IP funziona, ma inomi dei siti non vengono risolti. Su sistemi con `systemd-resolved`, `resolvectl status` permette di controllare i server DNS usati perogni interfaccia. È un controllo importante perché distingue un guasto di risoluzione dei nomi da un vero problema di connettività. Se vuoitestare rapidamente la rete verso l’esterno, usa `ping` su un IP noto; se invece il ping verso un nome fallisce, il sospetto ricade spessosul DNS. resolvectl statusping -c 4 1.1.1.1ping -c 4 google.com Per completare la diagnosi del networking di base su Linux, conviene verificare anche le porte in ascolto e le connessioni attive. Ilcomando `ss -tulpen` mostra i socket TCP e UDP, i processi associati e le porte aperte, risultando molto utile quando un servizio nonrisponde come dovrebbe. Se stai configurando un server o un’applicazione locale, questo passaggio ti aiuta a capire se il servizio è avviato e se sta davvero ascoltando sulla porta corretta. ss -tulpen Conclusione Il networking di base su Linux si gestisce meglio con una sequenza di controlli semplice ma rigorosa: interfacce, routing, DNS, connettivitàe porte in ascolto. Con pochi comandi puoi isolare rapidamente il punto in cui nasce il problema e risparmiare tempo nella diagnostica.Per chi usa Debian o Ubuntu, imparare `ip`, `nmcli`, `resolvectl`, `ping` e `ss` significa avere una base solida per affrontare quasi ogni guasto di rete in modo ordinato e professionale. LICENZA E CONDIZIONI D’USO Questo How-to è rilasciato sotto licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial 3.0 Italy.  CONTATTI DELL’AUTORE Marco Ciammella marco@orvietolinux.it Orvieto Linux User Group info@orvietolinux.it  

Introduzione alle reti con Linux

Introduzione alle reti con Linux Home Internet e le reti più in generale sono fondamentali per l’utilizzo e la gestione di un sistema operativo, soprattutto nel caso di un sistema operativo Linux. Uno dei nodi cardine è quindi conoscere diversi tool per la configurazione della connessione ad una rete nel nostro sistema operativo. Con questo primo articolo, trattiamo una panoramica introduttiva circa le architetture e i protocolli in modo da poter avere una idea generale.   Internet e le reti: overview Per rete informatica s’intende un insieme di elaboratori ed altri dispositivi collegati tra loro. La principale e la più vasta rete conosciuta ed utilizzata è Internet. È una rete ad accesso pubblico che connette vari dispositivi e terminali in tutto il mondo. L’interconnessione di terminali e dispositivi si basa su delle specifiche architetture (logiche) di rete; le tre principali architetture di rete sono: Client – Server: il dispositivo client effettua una richiesta al server ed il server invia la relativa risposta al client. Peer – to – Peer: i dispositivi in connessione svolgono sia il ruolo di client che il ruolo di server. Torrent è un tipico esempio di peer to peer. Ibrida: è tipo di architettura che utilizza sia il paradigma client-server e sia il paradigma peer-to-peer. Un esempio di applicativo che fa utilizzo di questa architettura è Spotify.  

Accesso SSH su Ubuntu tramite autenticazione key based

Accesso SSH su Ubuntu tramite autenticazione key based Di default, l’accesso al servizio SSH avviene tramite l’inserimento di uno username ed una password. Tuttavia questo non è il metodo migliore, in termini di sicurezza. E’ possibile infatti generare una coppia di chiavi pubblica e privata in modo da consentire l’accesso ad un utente solo se in possesso di questi file.  Creazione delle chiavi pubblica e privata Per crearla su Ubuntu è sufficiente lanciare il seguente comando da terminale nel client: ssh-keygen La procedura genererà una coppia di chiavi cifrataa 2048 bit con l’algoritmo RSA e richiederà il percorso in cui verranno salvate, oltre ad una passphrase. Un esempio di risultato è il seguente: Copiare la chiave nel server via SSH A questo punto, per completare l’autenticazione con il server, occorre copiare la chiave pubblica nel server. Per questa procedura sicuramente può tornarci utile il comando ssh-copy-id lanciato con la seguente sintassi: ssh-copy-id username@host_del_server come da esempio: Collegamento al server via SSH con autenticazione basata su chiave Conclusa la procedura, potremo autenticarci sul server semplicemente lanciando il comando: ssh username@host_del_server That’s all folks!   LICENZA E CONDIZIONI D’USO Questo How-to è rilasciato sotto licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial 3.0 Italy.  CONTATTI DELL’AUTORE Marco Ciammella marco@orvietolinux.it OrvietoLUG info@orvietolinux.it