TOP/HTOP: Il monitoraggio dei processi
Le distribuzioni GNU/Linux in generale sono dotate di un comando per quanto riguarda il monitoraggio dei processi in atto nel sistema operativo e porta il nome di top, acronimo che sta per “Table Of Processes”, “tabella dei processi”.
Quest’ultimo indica, dunque, tutti i programmi in esecuzione indipendentemente dal fatto che siano visibili o “invisibili” (ossia, sotto forma, di processi “in background” o, per meglio dire, di “demoni” (in inglese “daemons”) e sono visualizzabili da riga di comando attraverso un elenco auto-aggiornante suddiviso per alcune colonne.

Figura 1: Panoramica di top
Nell’esempio si nota, anzitutto, la colonna “Tasks” dove sono riportati di seguito i processi avviati (running), quelli “dormienti” (sleeping) ed altri denominati zombie (applicazioni, cioè, pur se defunte che comunque rimangono ancora nella tabella di processi e il cui “valore di uscita” (o exit status) è letto dal processo padre fino a che il procedimento stesso non è di fatto terminato).
Altre colonne riguardano, invece, il consumo di CPU in cui quest’ultimo si trova un certo stato che, a sua volta, può essere:
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- us: esecuzione in modo utente;
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- sy: esecuzione da parte del sistema;
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- id: CPU in modalità inattiva;
e l’utilizzo della memoria RAM che si distingue in 3 categorie:
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- total: memoria a disposizione;
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- used: memoria utilizzata;
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- free: memoria disponibile.
Infine, ciascun processo riportato nella tabella sottostante le succitate colonne è individuabile per mezzo di un proprio PID (“Process Identifier”), un identificatore univoco assegnato dal kernel al momento della creazione del processo da parte dello stesso.
Un’alternativa più accattivante dal punto di vista grafico ed eseguibile sempre da riga di comando a “top” è rappresentata da htop, applicazione già presente preinstallata in alcune distribuzioni GNU/Linux, ma comunque facilmente installabile da Terminale con la seguente riga di comando: sudo apt install htop (Debian/Ubuntu e derivate).

Figura 2: panoramica di htop
A differenza di “top”, questo programma ha nell’interattività il suo punto di forza, dal momento che non soltanto esso permette di poter visualizzare in tempo reale i vari processi in esecuzione con una rappresentazione a colori per quanto semplice dei processori in uso (in base al numero dei core, distinguibili a partire dal numero 0) e della memoria usata e disponibile, bensì consente di poter attuare tutte quelle operazioni, per esempio, il termine delle applicazioni (in genere operabile attraverso il comando “kill” da Terminale con sintassi del tipo: “kill -9 [+PID processo]”) semplicemente usando i comandi da F1 a F1O!
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Jonathan Gaddi Giomini
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