Linux Mint, l’evoluzione User-Friendly di Ubuntu
CENNI STORICI
Linux Mint nasce come distro derivata da Ubuntu/Debian nel 2006 grazie al lavoro del sistemista francese Clement “Clem” LeFebre, coadiuvato dal suo gruppo di lavoro sparso tra Francia, Inghilterra e Irlanda, il quale ebbe allora l’intuizione di ricavare dalla base software di Ubuntu e di “mamma” Debian un sistema operativo capace di sfruttare l’ampia gamma di programmi messi a disposizioni da entrambi, ma con la possibilità di poter utilizzare interfacce grafiche (o DE – Desktop Environments, ossia “ambienti desktop” o “interfacce grafiche”, più semplicemente) adatte sia a macchine più recenti dotate di risorse hardware di una certa importanza, sia ad altre più datate ma comunque in grado di poter durare ancora per qualche periodo di tempo, addirittura per anni, su macchine usate o rigenerate!
La prima release (o “pubblicazione”) risale proprio all’agosto 2006 con la prima versione 1.0 intitolata “Ada” che, come le successive uscite, vedrà sempre la presenza di un nome di genere femminile (per esempio, “Barbara”, “Cassandra”, etc.) ed è stata basata sulla distribuzione Kubuntu 6.06. Successivamente, con il passaggio ufficiale a Ubuntu a partire dalla sua versione 6.10, l’interfaccia grafica sarà quella di GNOME, poi evolutasi di GNOME 2 (usata attualmente dalla versione MATE di Mint) e, dopo il fallimento del progetto di GNOME 3 (da cui, tuttavia, nacque il nuovo DE “Cinnamon”), tra il 2012 e il 2014 si decise di far uscire la distribuzione a scelta tra le 3 interfacce proposte di default:
- Cinnamon, quella più moderna molto simile per look & feel a Windows 7/10 e adatta per computer dotati di un ottimo equipaggiamento hardware con almeno 8GB di RAM per un funzionamento più che dignitoso;
- MATE, basata su GNOME 2 e perfetta per computer di media potenza dotati di processori Dual-Core e con almeno 4GB di RAM installati;
- XFCE, altra interfaccia (uscita nella sua più recente versione 4.20) che come MATE è indicata per macchine con processore di media fattura e con almeno 2/4GB di RAM necessaria per un suo uso ottimale.
La versione più recente, nel momento in cui è stato scritto il presente articolo guida, è la 22.3 intitolata Zena basata su Ubuntu 24.04 LTS, supportata fino all’aprile 2029 e disponibile, ovviamente, nelle 3 interfacce Cinnamon, MATE e XFCE.
CARATTERISTICHE E INSTALLAZIONE
Come accennato, viene offerta la possibilità di poter installare Mint in una delle 3 interfacce grafiche illustrate (Cinnamon, MATE, XFCE) e sulla sezione “Documentation” presente sul sito ufficiale sono presenti anche utilissime guide in inglese per procedere all’installazione passo passo del SO senza dare per scontato alcun tipo di passaggio necessario, dalla prima installazione, alla successiva configurazione dei pacchetti e via discorrendo!
INSTALLAZIONE E CONFIGURAZIONE PACCHETTI
Come in ogni qualsiasi distribuzione su base Ubuntu/Debian, è possibile procedere all’installazione dei pacchetti, ossia dei programmi da eseguire sul proprio SO, in due modalità
aprire l’emulatore di Terminale ed eseguire da riga di comando sudo apt [nome pacchetto] (per esempio, sudo apt install asunder soundconverter gparted) per installare uno o più applicazioni;
cliccare sul pulsante rotondo di Mint che indica il Menù e ricercare il programma Gestore Applicazione.
Una volta trovato il programma, si accede allo stesso tramite un clic del mouse e si potrà selezionare tra i circa 30000 pacchetti della distribuzione accuratamente suddivisi per categorie.
All’interno di questo spazio, pertanto, si può scegliere di installare il pacchetto desiderato in formato .deb oppure in Flatpak, impostazione, quest’ultima, impostata di default dal team di Mint (per ragioni “politiche” in chiave “anti-Snap” e di netta contrapposizione rispetto alla posizione di Ubuntu/Canonical).
LMDE, IL “PIANO B” DI LINUX MINT
Il gruppo di lavoro di Mint ha, tuttavia, sviluppato a partire dal 2010 una versione alternativa del SO su base Debian, come recita la pagina di presentazione e download, con lo scopo di “assicurare che Linux Mint possa continuare ad assicurare la medesima esperienza di utilizzo nel caso in cui Ubuntu dovesse scomparire. Ci consente di accertare quanto dipendiamo da Ubuntu e quanto lavoro sarebbe richiesto in uno scenario simile. LMDE è anche uno dei nostri obbiettivi di sviluppo, perché garantisce che il software che sviluppiamo sia compatibile al di fuori di Ubuntu“.
Dal punto di vista squisitamente pratico, LMDE (Linux Mint Debian Edition) presenta, dunque, l’ambiente desktop di default Cinnamon aggiornata a quella della versione Ubuntu attraverso i cosiddetti backports (pacchetti aggiustati e ricompilati dal team di Mint per poter essere installati anche su Debian) e supporta sia l’architettura 64 bit sia quella a 32, quindi adatta anche a dispositivi con risorse hardware piuttosto limitate (fino a 4GB di RAM di media).
INSTALLAZIONE DI LMDE 7
A differenza di quanto accade con Mint a base Ubuntu che presenta il programma d’installazione Ubiquity, in LMDE si usa il software Calamares, tipico di Debian e di tante altre distribuzioni GNU/Linux Debian-based (per esempio, Peppermint OS, Manjaro, etc.)
L’ultima versione di tale SO è LMDE 7 denominata “Gigi”, ufficialmente rilasciata il 14 ottobre 2025 e avente come base software Debian 13 “Trixie”
LINUX MINT E DEBIAN
Come abbiamo visto, Linux Mint non si basa esclusivamente su Ubuntu: il progetto offre anche LMDE (Linux Mint Debian Edition), una versione di Mint costruita direttamente su Debian. Questo rende particolarmente interessante il rapporto tra le due distribuzioni, soprattutto per chi vuole conoscere più da vicino le fondamenta dell’ecosistema Debian e comprendere le differenze tra una distribuzione derivata e la propria base di riferimento.
Per approfondire l’argomento e conoscere meglio questa importante distribuzione GNU/Linux, è possibile consultare la nostra guida a Debian, dedicata alle sue caratteristiche, alla sua storia e al suo funzionamento.
CONCLUSIONI
In conclusione, Linux Mint si conferma una distribuzione GNU/Linux completa, stabile e particolarmente adatta a chi desidera avvicinarsi al mondo Linux senza rinunciare a un ambiente semplice e intuitivo.
La disponibilità degli ambienti Cinnamon, MATE e XFCE permette inoltre di scegliere la soluzione più adatta alle caratteristiche del proprio computer. La gestione dei programmi tramite il Gestore Applicazioni e tramite terminale rende il sistema flessibile sia per gli utenti meno esperti sia per quelli più avanzati.
Infine, la presenza di LMDE dimostra la volontà del progetto Linux Mint di mantenere un’alternativa indipendente da Ubuntu, garantendo nel tempo continuità e libertà di scelta agli utenti.
LICENZA E CONDIZIONI D’USO
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CONTATTI DELL’AUTORE
Jonathan Gaddi Giomini
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