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Orvieto Linux User Group | Promozione software libero a Orvieto

Slackware Linux e il Bluetooth

ATTENZIONE: la seguente guida è stata realizzata nel 2008 per Slackware Linux. Molte delle indicazioni potrebbero essere obsolete. Introduzione     Questo “how to” spiega come configurare la propria linux box, in modo da sfruttare il modem del vostro smartphone, via Bluetooth, di trasferire i file tra cellulare e PC e di comandare la propria linuxbox dal telefono. Come premessa non garantisco che la seguente guida sia compatibile con altre distribuzioni GNU/Linux e con altri accessori e periferiche, in quanto il test è limitato solo a un PC con le seguenti caratteristiche:   PC: Portatile Toshiba A60 Satellite P4 Sistema operativo: Slackware 10.2 con kernel 2.6.13-2 Adattatore: Bluetooth adapter USB “ROPER” class 2 (ROBTC2SW-USB) Cellulare: Nokia 6600   Indice Configurazione del kernel Installazione del software (BlueZ) Configurazione interfaccia Bluetooth Configurazione degli script di connessione per il GPRS Dati di accesso di provider italiani Utilizzo del DNS Trasferimento file con il Bluetooth Comandare il PC con il Nokia 6600 Licenza e condizioni d’uso Contatti     Configurazione del kernel   Da shell digitiamo:   # su   ed inseriamo la password di root, poi   # cd /usr/src/linux-2.6.13.2/ # make menuconfig   ci portiamo nella sezione “Networking” e abilitiamo nel seguente modo i moduli:       Abilitiamo come in figura qui sopra, il “Bluetooth Subsystem support” e entriamo (tasto INVIO) nella sottosezione:       Entriamo nella sezione Bluetooth device drivers e selezioniamo i seguenti moduli:         usciamo dal menu, selezionando exit, e alla domanda se salvare o no il config, diamo si. Poi digitiamo dentro la cartella /usr/src/linux-2.6.13.2: # make -j5 bzImage # make -j5 modules # make modules_install # mv arch/i386/boot/bzImage /boot/vmlinuz-2.6.13.2 # mv .config /boot/config-2.6.13.2 # mv System.map /boot/System.map-2.6.13.2 # cd /usr/src # rm linux # ln -s /usr/src/linux-2.6.13.2 /usr/src/linux # lilo   Riavviamo la nostra linux box!   Attenzione: al posto di 2.6.13.2 mettete la versione del vostro kernel! Se non la sapete digitate da shell:   # uname -r   Installazione del software (BlueZ)   Per interfacciare la nostra chiavetta Bluetooth abbiamo bisogno dei pacchetti BlueZ, cioe’ di uno stack per le periferiche Bluetooth che consente loro, di comunicare col nostro pc. Gli archivi dei sorgenti sono presenti sul sito http://www.bluez.org/ e sono i seguenti:   bluez-libs bluez-utils bluez-pin bluez-firmware bluez-hcidump bluez-hciemu bluez-sdp   scompattiamo tutti i pacchetti tranne bluez-pin e uno per uno in successione, digitiamo:   # tar xzvf bluez-$pacchetto.tar.gz # cd bluez-$pacchetto # ./configure # make && make install   dove $pacchetto e’ il nome dell’archivio (es.libs, utils, hciemu,…) per bluez-pin, invece facciamo cosi:   # tar xzvf bluez-pin.tar.gz # cd bluez-pin # make install-program   Ora che abbiamo installato tutto il pacchetto software per il Bluetooth, passiamo a configurare il nostro PC!   Configurazione interfaccia Bluetooth   A questo punto, una volta installati i pacchetti necessari, configuriamo il nostro pinguino. Prima di inserire il nostro Bluetooth adapter nella porta USB, avviamo (se gia’ non lo è) il sistema di logging a messaggi istantaneo di Slack, digitando:   # su   inseriamo la pass di root, poi   # syslogd # tail -f /var/log/messages   inseriamo il dongler USB. Quindi dovrebbe apparire la conferma che il sistema ha riconosciuto l’inserimento della chiavetta. Altro metodo è digitare, dopo avere inserito la chiave Bluetooth:   # dmesg   dove apparira’ il log di sistema   hub 1-0:1.0: over-current change on port 2 usb 2-3: new full speed USB device using ohci_hcd address 2   Ora carichiamo l’interfacciamento USB con   # modprobe hci_usb Bluetooth: HCI USB driver ver 2.8 usbcore: registered new driver hci_usb   e controlliamo se è stato caricato con   # lsmod   Se tutto è andato a buon fine, cioè se appare una lista in cui è presente anche hci_usb, allora attiviamo il bluetooth sul nostro nokia e carichiamo l’interfaccia della chiave usb con   # hciconfig hci0 up   e facciamo uno scan dei dispositivi bluetooth con   # hcitool scan   il risultato dovrebbe essere questo   Scanning … 00:0E:6T:62:F9:7E Nokia6600   dove 00:0E:6T:62:F9:7E è il MAC del cellulare, cioè il suo indirizzo fisico.   N.B. Ovviamente il MAC cambia da dispositivo a dispositivo!     Ora dobbiamo modificare il file del pin, che si trova in /etc/bluetooth/ e si chiama appunto pin.   # cd /etc/bluetooth # pico pin     ed inseriamo una stringa numerica che sara’ il nostro pin (sara’ richiesto come autenticazione dal Nokia 6600)   Per quanto riguarda i permessi decidete voi se volete che il file sia condiviso con altri utenti; il comando, comunque, è   # chmod PERMESSI pin   es. chmod 777 pin oppure chmod +x pin …   Ora bisogna modificare il file di configurazione hcid.conf   # pico /etc/bluetooth/hcid.conf   e settarlo nel modo seguente:   options { autoinit yes; security auto; pairing multi; pin_helper /etc/bluetooth/pin; } device { name “QuelloCheVolete”; #lasciate la classe locale inalterata class … iscan enable; pscan enable; lm accept; lp rswitch,hold,sniff,park; }   ora attiviamo il servizio hcid con   # hcid   e creiamo un collegamento fra il nostro computer e il nokia, con   # rfcomm bind 0 MAC_DEL_CEL 1 Bluetooth: RFCOMM ver 1.5 Bluetooth: RFCOMM socket layer initialized Bluetooth: RFCOMM TTY layer initialized   dove bind 0 setta il numero del dispositivo e 1 è il canale di comunicazione. Questo comando ha appena creato un link al nokia, che si trova in /dev/rfcomm0 .     Ora dobbiamo inserire il MAC del cellulare nel file di configurazione di rfcomm0: # pico /etc/bluetooth/rfcomm.conf   rfcomm0 { bind no; device MAC_DEL_CEL; channel 1; comment “commento sulla connessione”; }   Per sapere i servizi del cellulare che possiamo sfruttare digitiamo da riga di comando:   # sdpd Bluetooth: L2CAP ver 2.7 Bluetooth: L2CAP socket layer initialized # sdptool browse MAC_DEL_CEL   e apparira’ una cosa del genere:   … … Service Name: Dial-up Networking Service RecHandle: 0x10001 Service Class ID List: “Dialup Networking” (0x1103) “Generic Networking” (0x1201) Protocol Descriptor List: “L2CAP” (0x0100) “RFCOMM” (0x0003) Channel: 1 Language Base Attr

Installazione di Eclipse 3.5 e successivi

Introduzione   Eclipse è un progetto opensource legato alla creazione e allo sviluppo di una piattaforma di sviluppo ideata dalla Eclipse Foundation, associazione non profit che attualmente si occupa di portare avanti il progetto. Pur essendo  orientato allo sviluppo del progetto stesso, risulta essere un IDE completo per Java e, grazie all’ampia disponibilita di plugin aggiuntivi, una valido strumento per sviluppare in C++ e PHP. Il programma è completamente scritto in Java e la GUI si appoggia completamente al toolkit grafico SWT (Standard Widget Toolkit).  Installazione di Eclipse 3.5 e successivi La versione di Eclipse presente nei Repository non è la più aggiornata, e se si vogliono utilizzare alcuni plugin per il debugging e lo sviluppo questo può essere un ostacolo. Si può ovviare al problema semplicemente scaricando e installando il pacchetto presente in questa pagina. Una volta scaricato il file (di estensione tar.gz) nella propria cartella home (~/) si procederà all’installazione del programma all’interno della directory /opt/eclipse, in modo tale da renderlo disponibile a tutti gli utenti del sistema. Ecco come procedere: Rimuovere la precedente versione di Eclipse eseguendo in un terminale : # apt-get remove –purge eclipse eclipse-platform eclipse-source eclipse-nls eclipse-cdt# apt-get autoremove –purge Aprire un terminale e digitare il seguente comando per creare la cartella /opt (ovviamente solo se non esiste): # mkdir /opt Spostare il file scaricato nella directory /opt: # mv [FILE_SCARICATO].tar.gz /opt Spostarsi nella directory /opt: $ cd /opt Scompattare il file con il seguente comando: # tar -xvf [FILE_SCARICATO].tar.gz Creare un collegamento alla cartella /usr/bin: # ln -s /opt/eclipse/eclipse /usr/bin/ L’installazione è stata completata. Per avviare Eclipse è sufficiente dare il seguente comando: $ eclipse Se ci dovessero essere problemi per l’avvio come utente normale ma tutto dovesse funzionare correttamente come utente root impostare i permessi idonei alla cartella /opt/eclipse con: # chmod “permessi opportuni” -R /opt/eclipse    Traduzione in italiano Per la traduzione di  Eclipse lingua italiana basta scaricare il Language Packs direttamente dalla sezione download del sito del progetto Babel dove potete trovare tutte le lingue disponibili per Eclipse.   NB.: Il simbolo # che precede alcuni comandi indica che il comando relativo deve essere eseguito come utente root (con Ubuntu utilizzando il comando sudo), mentre il simbolo $ indica che il comando venga eseguito come utente normale.

Ubuntu Linux su HP Compaq

ATTENZIONE: la seguente guida è stata realizzata per una versione di Ubuntu del 2008. Molte delle indicazioni potrebbero essere obsolete.       Introduzione La seguente guida spiega come installare Ubuntu Hardy Heron 8.04 sul computer portatile HP Compaq 6715s. Passo dopo passo verranno elencate tutte le configurazioni per ottimizzare al meglio l’utilizzo del computer, passando dalle semplici assegnazioni dei layout di tastiera fino alla configurazione del composite manager compiz-fusion. E’ rivolta a tutti i tipi di utenti, dal newbie che vuole un metodo su come configurare “step to step” il proprio pc, fino l’utente esperto che vuole ottimizzare al massimo il notebook. Premetto inoltre che non mi ritengo responsabile per eventuali problemi che si potrebbero presentare, anche se in modo molto improbabile, durante le fasi di configurazione, descritti nella guida (realizzata per scopi didattici).   Requisiti Un portatile HP Compaq 6715s Ubuntu Hardy Heron 8.04 LTS desktop x86 (anche la versione alternate) scaricabile dal sito http://www.ubuntu.com/ oppure richiedendo il cd gratuito su http://shipit.ubuntu.com/ Work in Progress per la versione 64 bit. Si consiglia di collegare il computer all’alimentazione via cavo per evitare l’esaurimento della batteria duranti le fasi di installazione e partizionamento.   Periferiche Usate Adattatore Bluetooth Roper class 2 Stampante Canon PIXMA MP150 WebCam Logitech USB Motorola V3x RAZR UMTS via USB D-Link Wireless 650+ AirPlus PCMCIA   Indice Avvio di Ubuntu 8.04 in modalita’ live cd Partizionamento dell’hard disk Installazione del sistema e configurazioni di base Riconoscimento dell’hardware Configurazione dell’hardware Tips & Trick Licenza e condizioni d’uso Link Utili Contatti   Avvio di Ubuntu 8.04 in modalita’ live cd Operazione Preliminare: assicurarsi che la scheda wireless sia attivata. Si vede dal pulsante con led blu sulla tastiera in alto a sinistra, vicino il pulsante dell’alimentazione. In caso contrario si deve attivare da Winzozz in quanto non presenta uno switch meccanico, ma richiede l’utilizzo via software. In questo modo al riavvio del computer la scheda risultera’ attivata e sara’ possibile successivamente riconoscerla per la configurazione hardware.   La prima cosa da fare e’ predisporre il portatile in modo da poter avviare il cd di ubuntu prima che il BIOS carichi il loader dell’hard disk. La procedura sul 6715s e’ la seguente:   All’avvio del pc spingete il tasto F10 per caricare le impostazioni del BIOS Andate sul menu’ Configurazione di Sistema e selezionate Opzioni di avvio, attivate la  voce Avvio CDRom con il tasto SPACE della tastiera. Andate sul menu’ File e selezionate Salva le modifiche ed esci; per confermare premere  F10     Al riavvio del computer dovete inserire subito il cd di Ubuntu, facendo attenzione a non perdere tanto tempo cosi’ da far avviare il sistema operativo installato sull’hard disk.   Vi consiglio di seguire le guide della comunita’ italiana Ubuntu-IT per installare, senza problemi, Ubuntu sul vostro PC. Esse sono consultabili all’indirizzo http://wiki.ubuntu-it.org/Installazione   Per installare da live cd utilizziamo il link alla guida grafica   http://wiki.ubuntu-it.org/Installazione/Grafica   Partizionamento dell’hard disk   Il mio hard disk presenta di default due partizioni, una contente Windows XP Pro e l’altra utilizzata per il programma HP Recovery, complessivamente di 160 GB. Solitamente,nel caso di un sistema dual boot, si consiglia di deframmentare la partizione di Winzozz quando questo e’ avviato, cosi’ da spostare tutti i file all’inizio del disco, sui cilindri piu’ interni, per evitare problemi con i file presenti sui cilindri piu’ esterni durante il partizionamento, ma sinceramente ogni volta che non ho eseguito questa operazione (e sono state molte) non e’ successo mai niente. Comunque meglio sempre prevenire che curare. Dobbiamo quindi creare almeno due partizioni, una dove risiedera’ la root di Ubuntu e una per lo spazio di Swap; dico almeno perche’ in teoria potremmo creare piu’ partizioni specializzate: per esempio una per la /home, una per la /usr e una per la /boot.     Nel caso in cui non vogliamo formattare l’intero disco, possiamo seguire i passi descritti su   http://wiki.ubuntu-it.org/Hardware/DispositiviPartizioni/PartizionamentoManuale   considerando la parte dal paragrafo “Alcune nozioni di base” in poi.     La procedura da seguire, quindi, e’ la seguente:     Ridimensioniamo la partizione dove risiede Winzozz, riducendola quanto ci pare (notate che  io ho creato poi una partizione di root da 25 GB e una di swap da 1,5 GB. Creiamo, utilizzando lo spazio inutilizzato, una partizione di root con filesystem ext3 e una  di swap, specificando ovviamente swap nel tipo di partizione (le dimensioni solitamente sono  circa 1.5 volte la quantita’ di RAM presente nel proprio PC. Es. 500 MB di RAM, 750 MB di  SWAP) Specifichiamo il mount point sulla partizione ext3: scegliamo “ / ” e selezioniamo il check  box che permette di formattare la partizione. Procediamo con applicare le modifiche.   Installazione del sistema e configurazioni di base Successivamente saranno copiati i file dal cd di Ubuntu sul nostro hard disk. Al riavvio troveremo il boot loader GRUB che ci permettera’ di scegliere quale sistema operativo caricare. Visto che parliamo di sistemi operativi carichiamo ovviamente Ubuntu 8.04 con la prima voce del menu’. Una volta caricato il sistema operativo ci si presentera’ una schermata di login per poter accedere al sistema con le credenziali dell’utente creato precedentemente. Inseriamo prima nome dell’utene e poi relativa password. Spingendo il tasto invio entreremo con il nostro account.     Riconoscimento dell’hardware Cliccando con il mouse sul menu’ Applications, in alto a sinistra, scegliendo poi in sequenza prima la voce Accessori e poi Terminale, apriremo la nostra console dove potremo lanciare dei comandi in maniera testuale. N.B. Solitamente si antecede il comando sudo a sinistra del nome del comando che vogliamo lanciare. Es. sudo firefox Ci apparira’ una finestra con visualizzata la scritta   utente@localhost:~$   digitiamo quindi il comando   sudo lspci   e pigiamo invio. Quello che mi viene visualizzato e’ il codice seguente:   00:00.0 Host bridge: ATI Technologies Inc RS690 Host Bridge00:01.0 PCI bridge: ATI Technologies Inc RS690 PCI to PCI Bridge(Internal gfx)00:04.0 PCI bridge: ATI Technologies Inc Unknown device 791400:05.0 PCI bridge: ATI Technologies Inc RS690 PCI to PCI Bridge(PCI Express Port

Estendere Eclipse con PHPEclipse

Introduzione PHPEclipse è un progetto open source che permette di estendere le funzionalità di Eclipse allo sviluppo web in php. Preparativi È necessario aver installato Java Virtual Machine sul sistema. Installazione del plugin PHPEclipse in Eclipse 3.2 Per abilitare il supporto PHPEclipse in Eclipse 3.2 è necessario installare i pacchetti eclipse-platform e eclipse-source su Linux. Installazione del plugin PHP-Eclipse 1.1.x Avviare Eclipse digitando in un terminale: $ eclipse Scegliere il workspace ed attendere l’avvio del programma. Selezionare Guida->Aggiornamenti software->Trova e installa…. Nella finestra che si aprire selezionare Ricerca nuove funzioni da installare e selezionare «Avanti». Scegliere Nuovo sito remoto e nella sezione Nome scrivere PHPeclipse official releases‘ mentre in URL l’indirizzo http://phpeclipse.sourceforge.net/update/stable/1.1.x/ Confermare con «OK» e selezionare «Fine». A questo punto non resta che seguire la procedura guidata ed attendere il termine dell’installazione. Riavviare Eclipse e in Finestra -> Apri prospettiva -> Altro selezionare PHP e confermare con «OK». Gestione dei componenti di sistema Eclipse integra al suo interno un sistema di gestione degli aggiornamenti, per ricevere le nuove versioni dei componenti e dei plugin installati. Per ricevere gli aggiornamenti e renderli disponibili a tutti gli utenti del sistema è necessario avviare Eclipse con i privilegi di amministrazione all’interno di un terminale. Dopo aver inserito la password d’amministrazione del sistema, procedere come segue: Selezionare Help -> Software Updates -> Find and Install…. per avviare il gestore degli aggiornamenti. Scegliere l’opzione desiderata: «Search for updates of the currently installed features» Controlla la presenza di aggiornamenti per i componenti di programma e plugins aggiuntivi installati. «Search for new features to install» Cerca e restituisce la lista di componenti e plugins disponibili per l’installazione corrente. Scegliere il mirror più vicino ed aggiornare il tutto. Configurazione di Eclipse 3.3 e successivi Configurazione del plugin PHP-Eclipse 1.2.x Avviare Eclipse digitando in un terminale: $ eclipse Scegliere il workspace ed attendere l’avvio del programma. Selezionare Help->Software Updates. Nella finestra che si aprire selezionare Available Software e selezionare «Add Site». Inserire in URL l’indirizzo http://phpeclipse.sourceforge.net/update/stable/1.2.x/ e confermare con «OK» Cliccare con il tasto destro del mouse su http://phpeclipse.sourceforge.net/update/stable/1.2.x/ che troverete subito sotto a Ganymede e selezionare Install. A questo punto non resta che seguire la procedura guidata ed attendere il termine dell’installazione. Riavviare Eclipse e in Window -> Open Prospective -> Other selezionare PHP e confermare con «OK».   NB.: Il simbolo # che precede alcuni comandi indica che il comando relativo deve essere eseguito come utente root (con Ubuntu utilizzando il comando sudo), mentre il simbolo $ indica che il comando venga eseguito come utente normale.